Mancato pagamento e azioni cambiarie

Quando una cambiale non viene pagata alla scadenza, il suo mancato pagamento può essere contestato con un atto formale che consiste nella "levata del protesto".

Il protesto è la solenne constatazione, effettuata da un pubblico ufficiale, del mancato pagamento della cambiale.

Poichè la cambiale è un titolo esecutivo, quando non viene pagata, il creditore può agire immediatamente contro i beni del debitore mediante un'azione esecutiva rivolta al soddisfacimento del proprio credito.

Il possessore della cambiale insoluta, cioè non pagata alla scadenza, può scegiere tra due possibili strade o azioni cambiarie:

  • l'azione diretta: viene rivolta contro gli obbligati principali, ossia l'emittente nel pagherò è il trattario-accettante nella tratta, oppure contro l'avallante dell'emittente o del trattario-accettante;
  • l'azione di regresso: viene rivolta contro gli obbligati di regresso, ossia i giranti nel caso del pagherò e il traente e i giranti nel caso della tratta. Il creditore può rivolgersi sia all'ultimo girante sia a uno qualunque dei giranti che appaiono sulla cambiale, scegliendo chi gli dà più affidamento per una rapida riscossione.

Per poter dar corso all'azione di regresso è però condizione indispensabile aver fatto redigere l'atto di protesto. E' infatti evidente che gli obbligati di regresso non vorranno estinguere la cambiale senza la prova che essa non è stata pagata dagli obbligati principali.

Prescrizione delle azioni cambiarie:

  • le azioni cambiarie dirette si prescrivono in tre anni a decorrere dalla data della scadenza della cambiale. Quelle di regresso si prescrivono invece in un anno dalla data di protesto o da quella della scadenza del titolo se vi e' la clausola "senza spese".
  • le azioni dei giranti gli uni contro gli altri e quelle contro il traente, invece, si prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui il girante ha pagato la cambiale o dal giorno in cui l'azione di regresso e' stata promossa contro di lui.